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sabato, 24 giugno 2006
Io e i blog. Il primo approccio, diversi anni fa, mi fu offerto da Uncino: postavo nella sua casetta, ma conoscevo poco e male la rete e i blog. Al termine di quell'esperienza, Uncino mi offrì un template pronto per inaugurare un blog tutto mio... ma ritenni non fosse ancora tempo. All'inizio del 1996, Janeway: un blog divertito e sentito, fortemente marchiato da una delle mie passioni, il mio Capitano preferito di Star Trek. Una cronica mancanza di tempo, associata ad alcuni cambiamenti radicali delle mie giornate, mi ha portato ad archiviare il capitolo Janeway e creare Perestroika. Seguitemi, se siete curiosi...

Janeway2

Perestroika

postato da: Janeway alle ore 21:12 | Link | commenti (2)
categoria:blog
domenica, 07 maggio 2006
C'è chi si definisce sconcertato e amareggiato per la scelta del centrosinistra di candidare Massimo D'Alema a Presidente della Repubblica. Io all'inizio lo ero, poi ho cambiato idea. Ho firmato la petizione per Tina Anselmi presidente, e continuo a dire che sarei felice di vederla lì, ma è una persona troppo proba per essere presa in considerazione, temo.

Allora, perchè dico sì a D'Alema presidente, nonostante non mi piaccia a pelle come persona, e non mi piaccia come politico per molte delle cose che ha fatto finora? Il mio è un motivo estremamente cinico e politicamente scorretto, lo so, ma non sarcastico, sono serissimo: confinato alla presidenza della Repubblica, inciderà molto meno nei cinque anni di governo, e nel cammino politico dei DS, ed in quella carica potrà utilizzare al meglio il suo sviluppato talento inciucistico.

Ok, adesso sparatemi dritto al cuore. :-)
postato da: Janeway alle ore 13:46 | Link | commenti (6)
categoria:politica
sabato, 29 aprile 2006
No, niente cambi di rotta: l'onorevole di AN Maurizio Gasparri è critico verso il senatore Oscar Luigi Scalfaro, che presiede temporaneamente le operazioni, esattamente come i suoi compagni di coalizione, ma... si rivela altrettanto bacchettone del nasuto ex Presidente della Repubblica italiana.

Evidentemente turbato dalla scollatura della collega di partito Daniela Santanchè, l'ex ministro Gasparri l'ha scherzosamente coperta con un fazzoletto.

Brivido di raccapriccio se penso alla bigotta Italia democristiana, quella del mitico schiaffo di Oscar Scalfaro a una signora scollata al ristorante.
postato da: Janeway alle ore 12:17 | Link | commenti (1)
categoria:politica
giovedì, 27 aprile 2006
No, non chiedete! ;-)

Oh, vedo tutto attraverso conti in rosso e uffici
Ho sonno, ho sonno com'è che son qui
Nebbia caduta sugli occhi,
Che voli nel mio cervello
Ho sonno, le pecore mi scorrono dentro,
Gregge che ha perso il giaciglio,
Perchè ha smarrito ogni senso
Oh, conti in rosso e registri
Lunga scala grigia che sale da Donzelli
Non c'è confine tra l'occhio stracco e l'occhio chiuso
Elena
Lenta processione all'alba nella strada
Fata Elena ha già svoltato nel parcheggio
Aspetto a parlare prima dell'illusione che sian già le 18
Poi scopro... le 8, e il mattino comincia solo ora per me
Elena
Ho sonno significa che sono viva
Che importa se ultima o prima
Il capo mi chiama ancora, ancora
Oh, conti in rosso e contributi
La sento negli occhi, in fondo ai miei occhi,
Stanchezza mentale che passa dal cuore
postato da: Janeway alle ore 10:59 | Link | commenti (3)
categoria:amore, lavoro
giovedì, 20 aprile 2006
repubblicaFirma anche tu la petizione se il pensiero che si stia perdendo tempo in ripicche e pastoie burocratiche ti irrita.

http://www.thepetitionsite.com/takeaction/332078881?ltl=1145527720

Ci rivolgiamo a Lei nella Sua veste di Presidente della Repubblica, dunque super partes, auspicando che questa carica sia caratterizzata da questa
conditio sine qua non anche nel futuro prossimo.
Siamo perfettamente consci dei tempi tecnici di insediamento del Parlamento, di elezione dei Presidenti delle Camere, di elezione del Presidente della Repubblica, di affidamento dell'incarico di formare il Governo ed infine di elezione dello stesso. Consci, ma dissenzienti.
Fuor di retorica, l'Italia vive un momento molto allarmante, in cui è importante che il Presidente della Repubblica, ed in particolare un Presidente come Lei, si pronunci sulla regolarità delle elezioni del 9 aprile 2006, legittimandole, e confermi che queste ultime siano state vinte dal centro-sinistra.
Quel che Le chiediamo, in virtù delle considerazioni succitate, è di affidare l'incarico di formare il Governo subito, senza attendere l'elezione del Capo dello Stato, poiché registriamo con preoccupazione una crescita esponenziale delle tentazioni antidemocratiche ed anticostituzionali nella coalizione di centro-destra, appena sconfitta nella consultazione elettorale. Va da se che tale incarico debba essere affidato a Romano Prodi, capo della coalizione vincente. Legalmente, Lei ne ha facoltà, poiché, a differenza del governo Berlusconi, al momento attuale la Sua attività non è limitata all'espletamento delle pratiche correnti, ed è ancora un Presidente pienamente investito delle sue funzioni, oltretutto stimato "trasversalmente" e perciò rappresentativo.
In caso contrario, di qui a poco potrebbe essere tardi per ricucire lacerazioni nel Paese che il governo dimissionario irresponsabilmente sembra voler alimentare.
postato da: Janeway alle ore 12:23 | Link | commenti (2)
categoria:politica
martedì, 11 aprile 2006
cribbio
postato da: Janeway alle ore 12:28 | Link | commenti (2)
categoria:politica
domenica, 09 aprile 2006
postato da: Janeway alle ore 00:03 | Link | commenti
categoria:politica
giovedì, 06 aprile 2006
Certe notti sei solo più allegro, più ingordo, più ingenuo e coglione che puoi. (Certe notti - Ligabue)
Sono tornato. Più o meno. Ma non potevo stare lontano dal mondo, ora che il mondo intorno a me è in procinto di cambiare, in meglio o in peggio. Stamattina, davanti all'edicola, ho sentito due vecchietti chiacchierare:
- Sei un coglione.
- Grazie!
Ed ho sentito la mancanza di questo buco del mio mondo di plastica da cui far uscire certi miei pensieri. Stanotte sono tornato fra voi, coglioni, e cercherò di restare.
Certe Notti la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei.
Certe notti la strada non conta e quello che conta è sentire che vai.
Certe notti la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei.
Certe notti somigliano a un vizio che non voglio smettere, smettere mai.
Certe notti fai un po' di cagnara che sentano che non cambierai più.
Quelle notti fra cosce e zanzare e nebbia e locali a cui dai del tu.
Certe notti c'hai qualche ferita che qualche tua amica disinfetterà.
Certe notti coi bar che son chiusi al primo autogrill c'è chi festeggerà.
E si può restare soli, certe notti qui, che chi s'accontenta gode, così così.
Certe notti o sei sveglio, o non sarai sveglio mai, ci vediamo da Mario prima o poi.
Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c'è.
Certe notti se sei fortunato bussi alla porta di chi è come te.
C'è la notte che ti tiene tra le sue tette un po' mamma un po' porca com'è.
Quelle notti da farci l'amore fin quando fa male fin quando ce n'è.
Non si può restare soli, certe notti qui, che se ti accontenti godi, così così.
Certe notti son notti o le regaliamo a voi, tanto Mario riapre, prima o poi.
Certe notti qui, certe notti qui, certe notti qui, certe notti....
Certe notti sei solo più allegro, più ingordo, più ingenuo e coglione che puoi
quelle notti son proprio quel vizio che non voglio smettere, smettere, mai.
Non si può restare soli, certe notti qui, che chi s'accontenta gode, così, così.
Certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai, ci vediamo da Mario prima o poi.
Certe notti qui, certe notti qui, certe notti qui.
postato da: Janeway alle ore 21:50 | Link | commenti (2)
categoria:musica, politica, berlusconi
sabato, 04 marzo 2006
desti_paradisoUn viaggio ha senso solo senza ritorno
se non in volo
senza fermate nè confini
solo orizzonti neanche troppo lontani

In questo girotondo d'anime
chi si volta è perso e resta qua
io so per certo amico
mi son voltato anch'io
e per raggiungerti ho dovuto correre
ma più mi guardo in giro e vedo che,
c'è un mondo che va avanti anche se
se tu non ci sei più
Se tu non ci sei più

non ti è mai successo di fermarti
per guardare indietro e vedere se
il mondo si è fermato lì con te
oppure ha girato lì all'angolo
per nascondersi
io lo faccio spesso e sai cos'è
è un fuoco che non scotta più perchè
non brucia più
non brucia più

e dimmi perchè
in questo girotondo d'anime
non c'è un posto
per scrollarsi via di dosso
quello che ci è stato detto
e quello che ormai si sa
e allora sai che c'è
c'è che c'è, c'è che prendo un treno
che va a paradiso città
e vi saluto a tutti e salto su
prendo il treno e non ci penso più

un viaggio ha senso solo senza ritorno
se non in volo
senza fermate nè confini
solo orizzonti neanche troppo lontani
io mi prenderò il mio posto
e tu seduta lì al mio fianco
mi dirai destinazione paradiso

un viaggio ha senso solo senza ritorno
se non in volo
senza fermate nè confini
solo orizzonti neanche troppo lontani
io mi prenderò il mio posto
e tu seduta lì al mio fianco
mi dirai destinazione paradiso
c'è che c'è, c'è che prendo un treno
che va a paradiso città
io mi prenderò il mio posto
e tu seduta lì al mio fianco
mi dirai destinazione paradiso
paradiso città.

(Destinazione Paradiso, Il Giorno Perfetto - Gianluca Grignani)
postato da: Janeway alle ore 18:44 | Link | commenti (2)
categoria:musica, amore
sabato, 04 marzo 2006
zemanZeman, in un'intervista del 28 Marzo 2005:

Come risponde a chi dice (vedi Giorgio Tosatti a 90° minuto) che il calcio dei sogni non esiste?
"Che bisogna cercare di avvicinarcisi."

Se amate il calcio, leggete queste tre interviste (di una c'è anche il filmato) a Zdenek:

Intervista - 28 Marzo 2005
Intervista - 5 Settembre 2002
Intervista - 28 Marzo 2000
postato da: Janeway alle ore 00:24 | Link | commenti
categoria:sport, calcio
sabato, 04 marzo 2006
René Magritte, La condizione umana, 1935 (Olio su tela di canapa, 100 x 81 cm, collezione privata). Mi ha stregato: l'ho scoperto sul numero 50 del fumetto Napoleone, "La donna del dipinto".
magritte
postato da: Janeway alle ore 00:07 | Link | commenti (4)
categoria:fumetti, pittura, magritte
venerdì, 03 marzo 2006
wittgensteinScrive Luca Sofri su Wittgenstein:

Una delle rovine delle nostre civiltà è l'espressione "sii te stesso" con tutto quel che ne deriva (per primo: il fatto che se uno è stronzo, essere se stesso ne esalterà la stronzaggine; ma in ogni caso - poiché nessuno è perfetto - essere se stessi significa non far niente per migliorare e migliorarsi). Non bisogna essere se stessi: bisogna cercare di essere qualcun altro, immaginato o esistente; un modello, inventato o visibile.
Per questa ragione, ammiro molto l'applicazione di alcuni nel mostrarsi migliori di quello che sono, o addirittura nel cercare di esserlo. Di non fare le cose a cui li spingerebbe "l'istinto", ma di scegliere quelle che ritengono più "giuste", e di esporle nella forma più equilibrata e intelligente, nascondendo il più possibile le proprie presunzioni, certezze e vanità.

E' curioso scoprire come una persona che tutto sommato apprezzo, nonostante le sue amicizie, certe posizioni e certe uscite discutibili, esprima un concetto tanto in antitesi con le mie convinzioni. Per me essere se stessi è condizione imprescindibile nei rapporti sociali: aiuta a capire, a fidarsi o a cautelarsi, a fare selezione, a non annacquarsi.
postato da: Janeway alle ore 02:43 | Link | commenti
categoria:desideri, sofri, logica
venerdì, 03 marzo 2006
grande_mazingaE' perfetto. Bellissimo, micidiale. Lucente, roboante. E' il sogno di un bambino che credeva negli eroi, e che decise di non smettere di credere, mai.

Mazinga!
Mazinga!
Mazinga!

Trema
il regno delle Tenebre del Male
dalla Fortezza della Scienza arriva
con i suoi pugni atomici
Mazinga, Robot
Mazinga, Robot

Vola
si tuffa dalle stelle giu' in picchiata
se sei il nemico prega e' gia' finita
la morte batte i denti, c'e'
Mazinga, Robot
Mazinga, Robot (braccia rotanti!)
Mazinga, Robot (doppio laser!)
Mazinga, Robot (onda di fuoco!)

Ha la mente di Tetsuya ma tutto il resto fa da se
non conosce la paura ne sa il dolore che cos'e'
lotta, cade, si rialza, sempre vincera'
Mazinga, Robot
Mazinga, Robot (raggi fotonici!)
Mazinga, Robot (lama del diavolo!)
Mazinga, Robot (doppio boomerang!)

Mazinga!
Mazinga!
Mazinga!
Mazinga!

Forte
con una mano spacca una montagna
dagli occhi sputa fuori raggi gamma
non c'e' chi e' forte piu' di te
Mazinga, Robot
Mazinga, Robot

Ha la mente di Tetsuya ma tutto il resto fa da se
non conosce la paura ne sa il dolore che cos'e'
se hai bisogno puoi chiamarlo, come un fulmine verra'
Mazinga, Robot
Mazinga, Robot
Mazinga, Robot (bombe jet!)
Mazinga, Robot (luce atomica!)
Mazinga, Robot (spada diabolica!)
Mazinga, Robot (spirale perforante!)
Mazinga, Robot (lama atomica!)
Mazinga, Robot (pugno atomico!)
Mazinga, Robot (pugni rotanti!)
Mazinga, Robot (doppio laser!)
Mazinga, Robot (onda di fuoco!)
Mazinga, Robot (razzi fotonici!)
Mazinga, Robot (lama diabolica!)
Mazinga, Robot (doppio boomerang!)

Titolo: Il Grande Mazinga
Cantata da: Superobots
Autore: F. Migliacci / Argante
Durata: 3'24"
Anno: 1979
postato da: Janeway alle ore 02:21 | Link | commenti (2)
categoria:cartoni animati
giovedì, 02 marzo 2006
zemanGli eroi del nostro tempo non sono come quelli descritti ed esaltati nei libri di storia e letteratura. Vivono seguendo l'irto sentiero della coerenza, della trasparenza, dell'integrità. Non ce ne sono tantissimi, non è facile riconoscerli. La religione ebraica li chiama "i Giusti". Essi hanno in comune la capacità di agire secondo coscienza, di reagire di fronte al Male, di assumersi una responsabilità personale. I Giusti hanno la forza di interrogare la propria coscienza contro il conformismo e l'indifferenza, senza sentirsi al sicuro per il fatto di appartenere al campo dei potenti. I Giusti sono la nostra coscienza e tolgono ogni alibi agli spettatori inerti. I Giusti ci dimostrano che si può sempre scegliere, anche nelle situazioni estreme, e si può sempre dire un sì o un no.

Zdenek Zeman una volta ha detto: "Non importa quanto corri, ma dove corri e perché corri." Zeman è un allenatore di calcio, con una lunga carriera alle spalle ed un futuro lungo, spero, davanti. Uomo cristallino ma non disinteressato, è diventato suo malgrado simbolo del contropotere, avversario dei maneggioni che nel calcio imperano. Il sito a lui dedicato raccoglie articoli, interviste, citazioni che vi aiuteranno a scoprire e capire l'uomo che avrei adorato anche se del calcio non mi fosse importato nulla.
postato da: Janeway alle ore 03:04 | Link | commenti
categoria:sport, calcio, solidarizza
mercoledì, 01 marzo 2006
cuffaroTotò Cuffaro, candidato di Forza Italia, in un video scovato da Gr@cc.
Che strazio rivedere Giovanni Falcone in quel contesto, mi da una stretta al cuore. Una stretta enorme.
Dopo aver guardato il video, leggete cosa pensa di Cuffaro Pierferdinando Casini, leader dell'UDC e (ancora per poco) presidente della Camera. (da Canisciolti.info)

"Mi assumo la responsabilità di ritenere Salvatore Cuffaro una persona onesta."
postato da: Janeway alle ore 18:25 | Link | commenti (6)
categoria:politica, mafia, giornalismo, berlusconi, crimine
mercoledì, 01 marzo 2006
pestaggioUn marocchino arrestato e picchiato per strada a Sassuolo, la scena filmata da un videofonino. Quella violenza era davvero necessaria?

Il fatto                    I commenti                    Il video
postato da: Janeway alle ore 01:23 | Link | commenti
categoria:polizia, crimine, eccedi
martedì, 28 febbraio 2006
severgniniPrendo spunto dal passaggio di un pezzo di Beppe Severgnini, scritto sulla Gazzetta dello Sport di ieri, per una riflessione su un tema che mi sta molto a cuore: l'equilibrio fra lealtà e onestà. E' raro trovare tale equilibrio, non solo nelle discussioni calcistiche, ed è per questo che, quando incontro persone che quantomeno ci provano, mi sento rinfrancato. Purtroppo accade di rado, sia nella vita reale che in internet, dove ho visto, in gruppi di discussione virtuali, egoismi e solidarietà mafiose prevalere sui ragionamenti obiettivi. Staranno fischiando molte orecchie, in questo momento.

Sai cosa mi affascina, da qualche tempo? Il rapporto tra lealtà per una squadra e onestà intellettuale. Credimi Marco: non è una banalità, e si può estendere, con le debite differenze, alla passione politica, all'amore per la propria città e al patriottismo. Quanto pesa, sul nostro giudizio, l'attaccamento a una squadra? Quanto contano i ricordi, le passioni, le amicizie, i pezzi della nostra vita collegati a quei colori? Contano molto, credo. Questo non solo è umano, ma è bello: il calcio è l'unico romanzo popolare italiano; e contribuisce a tenere insieme la nazione. Arriva però un momento in cui dobbiamo sforzarci di staccare la spina del cuore e collegare quella del cervello. Non è facile, ma si può fare (molti giornalisti sportivi - non tutti - ci provano). E i tifosi? Alcuni non ci vogliono nemmeno provare, ritenendo che dev'esserci, nella vita, lo spazio per la parzialità urlata e la passione illogica: e questo è lo spazio del calcio. Altri però tentano di separare il cuore dal cervello, l'amore dal buon senso (è il tuo caso, mi sembra). Confesso: sono quelli che ammiro di più.
postato da: Janeway alle ore 18:50 | Link | commenti
categoria:calcio, giornalismo, eccedi, solidarizza
lunedì, 27 febbraio 2006
canalis_vieriGoduria sublime. Uno di quei momenti in cui darei qualsiasi cosa per guardare la faccia del tapino quando leggerà e scoprirà la notizia.

"Io nella mia vita ho avuto un solo vero fidanzato. Quando c’è di mezzo il tradimento la bellezza non conta niente. Una può pure essere Cindy Crawford... Una notte ho rigato l’auto del mio ex. Non ha mai saputo che sono stata io. Non sarà felice di leggerlo. I vicini di casa ci tolsero il saluto, le nostre litigate non li facevano dormire." (da Vipline.it)
postato da: Janeway alle ore 23:45 | Link | commenti (1)
categoria:amore, calcio
lunedì, 27 febbraio 2006
Qualche volta una macchia di colore fa bene allo spirito.
eriadan
postato da: Janeway alle ore 04:37 | Link | commenti
categoria:blog, fumetti
lunedì, 27 febbraio 2006
nanni_morettiFino a che punto le questioni di opportunità politica devono prevalere sulla libertà d'espressione? E' la domanda che mi sono posto dopo aver letto le dichiarazioni del radicale Daniele Capezzone, neoarrivo dello schieramento di centrosinistra, a proposito del nuovo film di Nanni Moretti "Il caimano", imperniato su Silvio Berlusconi.

"A due settimane dalle elezioni mettere in circolazione un film antiberlusconiano - ha argomentato - potrebbe rivelarsi un boomerang. Nanni Moretti ci pensi, potrebbe rinviarne l'uscita. Altrimenti, tra un film morettiano e i possibili avvisi di garanzia dell'ultimo minuto, si rischia di consegnare al presidente del Consiglio argomenti utili per la fase finale della sua campagna elettorale". (da Centomovimenti.com)
postato da: Janeway alle ore 04:16 | Link | commenti
categoria:politica, cinema, censura
domenica, 26 febbraio 2006
tarantoSi è dimesso il sindaco di Taranto Rossana Di Bello, forzista della prima ora, dopo una legislatura e... mezza, in cui ha svuotato le casse comunali, imbellettato il centro e abbandonato a se stesse le periferie, operato malversazioni certe e sospette, sfasciato lo stesso centrodestra che si è presentato diviso alle scorse elezioni amministrative.

Il Sindaco di Taranto Rossana Di Bello, condannata ad un anno e 4 mesi e all'interdizione per sei mesi dai pubblici uffici(pena sospesa), per l'inceneritore dei rifiuti solidi urbani, ha rassegnato le dimissioni dalla carica di Primo Cittadino. Il Pubblico Ministero aveva chiesto l'assoluzione per il Sindaco e i compnenti della Giunta dell'epoca(anno 2000), ma il Giudice ha condannato soltanto il Primo cittadino con le accuse di falso ideologico e abuso d'Ufficio. In sostanza sarebbe stata favorita un'associzaione di imprese, a scapito di un'altra, per l'affidamento dell'inceneritore. Alle 19.15 circa, la Segreteria del Sindaco ha diffuso un comunicato a firma del Sindaco dimissionario. (da Blunote.it)
postato da: Janeway alle ore 16:58 | Link | commenti (1)
categoria:politica, puglia, taranto
sabato, 25 febbraio 2006
olimpiadiL'aver azzeccato il pronostico non compensa il dispiacere, purtroppo lo sciatore italiano non ce l'ha fatta. Dopo aver fallito la Combinata discesa/slalom senza troppe colpe, il grande favorito nello slalom speciale ha inforcato un paletto a metà della prima manche.
postato da: Janeway alle ore 18:36 | Link | commenti
categoria:sport, torino, olimpiadi, giorgio rocca
sabato, 25 febbraio 2006
mancini_vialliGianluca Vialli scrive sulla Gazzetta dello Sport una lettera aperta al suo ex gemello blucerchiato Roberto Mancini. Lettera, che riporto sotto, di cui condivido praticamente nulla. I due non potrebbero essere più diversi, lo sono sempre stati, fin da quando si completavano e insieme facevano la fortuna della Sampdoria.
Gianluca la fisicità, Roberto la genialità.
Gianluca la bonomia, Roberto il carisma.
Gianluca il collante, Roberto la grinta.
Di Paolo Mantovani: Gianluca il bene di famiglia, da dismettere alla fine del ciclo, Roberto il figlio in più, rimasto fino alla morte di Paolo ed oltre, quando solo un erede degenere lo allontanò da Genova.
Hanno smesso di giocare da anni: Gianluca è diventato istituzionale, Roberto ancor più ribelle.
Gianluca ha iniziato ad allenare in Inghilterra: Chelsea e Watford, bilancio scadente, stretta amicizia con il ramo Elkann degli Agnelli e conseguente ambizione confessa di allenare la Juventus.
Roberto ha iniziato da vice di Eriksson alla Lazio, poi ha allenato Fiorentina, Lazio e Inter: se non contropotere, certamente alternativo al governo GeaMediaset, o JuveMilan che dir si voglia.
Solo l'eleganza nei modi e nel vestire li accomuna, da sempre.
Oggi all'Inter Mancio lotta per rendere vincente una brutta bestia: priva di Scudetto e Coppa Campioni da lustri, ha assaggiato due coppette al primo anno, e adesso sbuffa, fra difficoltà e progressi, incompletezza e grandi potenzialità.
Ho già spiegato nel post di qualche giorno fa perchè umanamente sto dalla parte di Mancini. Adesso mi dichiaro manciniano anche sul piano tecnico.

Roberto, mi chiedono un commento sul momento tuo e dell'Inter. Cercherò di farlo, nel rispetto dei ruoli: lo so che sei un allenatore affermato e io siedo sulla panchina di uno studio televisivo. Sarò cattivo, come può esserlo solo un amico. Elogiarti è inutile — nessuno dubita delle tue capacità — e poco costruttivo.
Parto dall'inizio, con una critica che forse è più un alibi. Ricordo che Arsene Wenger un giorno mi disse: «I campionati si vincono in estate. Come? Acquistando gli uomini giusti per il posto giusto». Allora forse è stato un errore il costoso acquisto di Pizarro. Ti ha costretto per due mesi a fare esperimenti: Veron a destra, centrocampo a rombo, Veron e Pizarro insieme... Ottima l'intenzione di sfruttare al massimo la rosa, ma dispendiosa.
Poi si è vista l'Inter del 4-4-2 con caratteristiche ben definite, ma quei due mesi sono costati in termini di punti, stress, malumori. E per restare a uomini e acquisti, voglio tirarti le orecchie. Un allenatore non deve avere rapporti troppo stretti coi giocatori. Giusto cercare dei luogotenenti in campo, non amici. E poi, perché non hai preso anche me?
Scherzo. Avere rapporti privilegiati con qualcuno espone al malcontento del gruppo, certe scelte di formazione magari non vengono digerite. Te lo dico per esperienza diretta, al Chelsea mi è capitato.
Quanto alla tattica, io penso che una squadra debba sviluppare un gioco adatto a sfruttare al meglio le caratteristiche degli attaccanti. E' bello e ammirevole il tuo lavoro mirato a creare un gioco spettacolare e articolato, che punta sullo sfruttamento delle fasce. Però Adriano e Martins sono essenzialmente dei contropiedisti, che cercano la profondità e l'allungo. Più tardi arriva loro la palla, meno spazio hanno per scatenarsi. E di testa non sono degli iradiddio, il lavoro di Figo spesso viene sprecato. Lo so, Adriano va recuperato dal punto di fisico. Più in generale vedo un'Inter che col fiato e coi muscoli sta in partita per 90 minuti, ma non riesce mai a effettuare il cambio di marcia. Forse anche su questo si può lavorare.
Ho tenuto per ultimo la cosa che mi piace meno: il vittimismo per gli arbitraggi. I giocatori assorbono il comportamento dell'allenatore, soprattutto se di carisma come te. Non è bello giustificare le sconfitte per fischi sbagliati, non è di classe. Oltretutto, lascia perdere la querelle con Moggi, è una battaglia persa, lui è furbo come una volpe.
Anche Capello quando era alla Roma a un certo punto smise. Così poi magari finisci alla Juve...
Ehi, Roberto, rileggendo mi sono accorto di essere stato parecchio duro. Mo ho ben presente il fatto che l'Inter con te è in miglioramento costante. Hai 10 punti in più dell'anno scorso. Continuando di questo passo, prima o poi si arriva in vetta. Io cerco di darti i miei modesti consigli, così ti sbrighi a vincere lo scudetto. Anche perché poi quando torno io in panchina non ce n'è più per nessuno.
Il tuo amico ingrato, Luca

Pizarro: Mancio ci ha provato a lanciarlo titolare, ma i primi mesi sembrava spaesato. Per fare il regista dell'Inter ci vuole maturità, la fiducia dei compagni. Se bastassero i piedi buoni, Ciccio Dell'Anno avrebbe avuto più successo di Gianfranco Matteoli. Il cileno è ancora in tempo.

Rapporti privilegiati: accusa gratuita, probabilmente riferita al lancio di Cesar nella partita contro l'Ajax. Io credo che il brasiliano debba cominciare a rodarsi, perchè non cominciare in un ottavo di finale non impossibile contro i mediocri olandesi? Sono anni che Kily Gonzales svolge compitini senza infamia e senza lode, che bella eredità cuperiana.

Gioco sulle fasce: non mi pare che i nerazzurri buttino al centro cross su cross, anzi attaccano soprattutto con triangolazioni veloci. E i gol non vengono più per un momento d'appannamento delle punte che per farraginosità tattiche.

Sull'augurio che finisca alla Juve, meglio tacere per decenza.
postato da: Janeway alle ore 06:25 | Link | commenti (2)
categoria:sport, milano, calcio
sabato, 25 febbraio 2006
webtrek_italiaScrive Kalt Winter su WebTrek Italia:

Ho fatto una scoperta clamorosa.
Si tratta di una illuminazione che se la gioca alla pari con l'invenzione dell'acqua calda.
Chi più chi meno, alla fine tutti noi siamo spaventosamente e clamorosamente FRA-GI-LI.
E non sto parlando della resistenza di una caviglia alla torsione laterale o della capacita' dei nostri anticorpi nell'annichilire un'invasione virale, ma di quella condizione psicologica che ci rende timorosi ed egoisti nel contempo e che guida, o meglio frena, subdolamente le nostre misere vite.

E mi scorrono davanti persone che ho conosciuto, in rete e dal vivo, perfettamente incastrate in una piccola o grande fragilità. Me stesso, prima di tutti. Che fare con le nostre fragilità? Fuggirne, dimenticarle riempiendosi di piccole e grandi manìe? Oppure... nella religione.

Alla fine pero' mi e' arrivata una seconda illuminazione di natura mistico-religiosa: quello che stiamo vivendo e' una versione rivisitata della "torre di Babele".
- ? -
Pensateci su, e' quasi banale: l'orgoglio di poter perseguire un paradiso in terra e' stato punito con la confusione del rumore bianco piu' assordante.
...
Pero' c'e' una cosa che ci accomuna e questa considerazione da' il senso a tutto l'impianto dell'editoriale: siamo persone che i propri debiti li pagano sempre. Fino in fondo. Siate onesti ed ammettetelo.
E certo un pochino ci secca quando siamo costretti a pagare anche per chi adesso spende e spande senza pensarci minimamente su e fottendosene di tutto e tutti.
Come una specie di eredita' da incubo (ambientale, politica, sociale), certo non scelta, quella cui siamo stati destinati.

Già, il nostro particulare impallidisce di fronte ai problemi del mondo... e noi qui, a pensare di lottare per un'utopia che non avremo mai, limitati nel nostro secolo scarso di vita, maledettamente breve.

Ma, il presente, quanto e' lontano dall'ideale? E il passato, ha mai avuto momenti perfetti?
Domande stupide (illogiche direbbe un nostro amico), perche' alla fine la realta' e' molto piu' semplice e dura: ogni passo verso la perfezione costa, costa tantissimo (fatica, sudore, energia, tempo, risorse, capacita'...) e poco o nulla ci viene regalato.
Persino i diritti piu' elementari sanciti nei testi ispirati sono frutto di conquiste pagate da qualcuno.
Ergo la merendina dobbiamo meritarcela.
E non credo, sinceramente, che il meccanismo della delega possa funzionare in casi come questo: escludendo l'intervento del capitano Kirk che torna indietro nel tempo e relegando al folclore gli sforzi dei kamikaze di Greenpeace, una volta estinte le balene, queste sono estinte.
Una volta sciolti i ghiacciai, questi sono sciolti.
Una volta oscurato il sole questo restera' oscurato.
Forse un semplice diritto sindacale o economico o politico si puo' perdere e riacquisire (ma sempre ad un costo determinato - sangue e sudore); alcune "piccole" sciocchezzuole come la vivibilita' del nostro pianeta, quelle, temo che una volta perdute non siano rimpiazzabili con i ricambi.

La solita pessimistica ambientalista infarcita di citazioni fantascientifiche? Qualche volta la realtà potrebbe imparare dalla fantascienza, dai suoi moniti.

La fantascienza, almeno una parte della fantascienza, ci ha proposto spesso degli scenari "da seconda opportunita'".
Una catastrofe ecologica che fa il "repulisti" ed i sopravvissuti ricominciamo da capo, ma ora piu' saggi.
Un primo contatto alieno disastroso al punto da abbattere le diversita' a favore di una nuova coscienza mondiale.
Una scoperta scientifica che apre le porte a meravigliosi e strani mondi dove c'e' spazio per tutti.
C'e' sempre un "deus ex-machina", una forza motrice esogena, una "botta di fortuna" (o una grande sfortuna per molti e un "grande culo" per gli eroi).
Se statisticamente questo e' possibile, risulta pero' improbabile assai e non ho mai fondato (ne credo voi) la mia vita su una aspettativa del genere.
...
Solo che ci sono e sempre piu' ci saranno alcune situazioni dove "giustificarsi" non sara' ammesso, dove la frase "non e' colpa mia, non era mia la responsabilita', non ci potevo fare nulla..." sara' ininfluente quanto un salvagente di fronte ad uno tsunami.
Se siete qui a leggere questo editoriale vuol dire che come me amate la fantasia narrativa, l'immaginario di mille storie diverse ed estreme; vi piace il pensiero positivo e l'ottimismo di Isaac Asimoov e di Gene Roddenberry e sapete per certo quale sarebbe il vostro ideale di futuro.
Poi in modo non difforme vediamo la realta' e scopriamo quanto piu' lontano dai nostri sogni si sta quotidianamente verificando.
Allora, l'unica cosa che posso dire e' che "perlomeno" dovremmo andare a dormire la sera con la coscienza pulita e al mattino successivo guardarci allo specchio e non vedere un "furbo" o uno "fesso".

Forse il segreto è proprio questo: convincersi di non essere inutili, che le nostre brevi vite, la nostra presunta irrilevanza (che Filippo Facci tanto disprezza), possono fare la differenza. Una sola voce scaccia il silenzio, due voci sono già un coro, tre voci una comunità. La vita come un film? Scegliete il film giusto.

The claim «I was only following orders» has been used to justify too many tragedies in our history.
L'affermazione «Eseguivo solo degli ordini» è stata usata per giustificare fin troppe tragedie nella nostra storia. (Jean-Luc Picard, Redemption, Star Trek: The Next Generation)
postato da: Janeway alle ore 03:50 | Link | commenti
categoria:star trek, logica, solidarizza
venerdì, 24 febbraio 2006
alice_battiatoDa bambina dormendo
sentivo improvvisi dei suoni
rumori e parole che mi facevano incuriosire.
Poi dei lampi nel cielo
e ascoltavo i racconti di un temporale
che mi tenevano sveglia
come le notti prima di Natale.
E non ero mai sola,
e non ero mai sola.
Da bambina correndo
suonavo ringhiere, cancelli
e foglie secche
che mi facevano compagnia.
Poi le sere d’estate
ascoltavo i consigli di una fontana
e tre pali senza bandiere
che il vento faceva tintinnare.
E non ero mai sola,
e non ero mai sola.
neanche in mezzo alla gente, alle sue storie
per loro immaginavo finali diversi.
Neanche la notte più scura
spegneva il racconto di un’altra vita.
Le voci nel silenzio
hanno armoniche molto interessanti.
E se per caso ero sola
altre parti di me sparse per il mondo
mi venivano a trovare
mi chiedevano di ricordare.
E non ero mai sola,
e non ero mai sola
neanche in mezzo alla gente, alle sue storie
per loro immaginavo finali diversi.
Poi un giorno per la prima volta
ho sentito un po’ di solitudine
da un’ora soltanto/ avevo conosciuto te.
(Non ero mai sola - Charade - Alice, Francesco Messina)

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.
(E ti vengo a cercare - Fisiognomica - Franco Battiato)
postato da: Janeway alle ore 05:18 | Link | commenti
categoria:musica, amore, desideri, alice
giovedì, 23 febbraio 2006
ratzinger_zLa Fallaci decide di inzuppare il pane nella vicenda vignette&maometto: com'è che non sono stupito?
Come riporta il Corriere della Sera, martedì sera al consolato italiano newyorkese Oriana Fallaci ha annunciato di star disegnando:

"...Maometto con le sue nove mogli, fra cui la bambina che sposò a 70 anni, le sedici concubine e una cammella col burqa. La matita, per ora, si è infranta sulla figura della cammella, ma il prossimo tentativo probabilmente andrà meglio."

Nella foto, vignette religiose davvero divertenti.
postato da: Janeway alle ore 16:32 | Link | commenti (2)
categoria:cartoni animati, satira, islam, fallaci
giovedì, 23 febbraio 2006
repubblicaFra poche ore potrete ascoltare, su Raitre alle 7.50 e alle 17.45, l'intervista ad un ex prigioniero iracheno torturato ad Abu Ghraib, secondo quanto afferma un ex diplomatico iracheno, anche da italiani. Non guardate il filmato, se siete facilmente impressionabili. Non guardate il filmato, se siete stufi di sentir parlare della guerra in Iraq e da un po' fate finta che non esista. Non guardatelo, se siete fautori dell'esportazione della democrazia con le armi. Insomma, guardate il filmato, anche online.
postato da: Janeway alle ore 01:39 | Link | commenti
categoria:iraq, politica, guerra, crimine
mercoledì, 22 febbraio 2006
mahmoud_kahilUn articolo interessantissimo di Haramlik, soprattutto il passaggio sulle nazioni musulmane con diocesi cattoliche attive:

Poi leggo Facci (o il Giornale) e scopro che “noi costruiamo moschee per quei musulmani che provengono da nazioni in cui essere cristiani è proibito”.
Ah.
E quali paesi, se posso chiedere?
Perché, per esempio, a dare uno sguardo a questo sito che riguarda solo le diocesi cattoliche (esclusi copti etc, quindi) si apprende che:
in Algeria ci sono 4 diocesi cattoliche attive;
in Marocco ce ne sono due;
in Tunisia c’è quella di Tunisi, appunto;
in Egitto ce ne sono quattordici;
in Afghanistan una;
in Iran ce ne sono sei;
in Siria ce ne sono diciassette;
in Giordania una e una in Kuwait.
E, dicevo, parlo solo di diocesi e di cristiani cattolici, che là sono una parte minoritaria della cristianità.
Quali sono questi paesi dove essere cristiani è proibito, quindi?
L’unico paese islamico privo di chiese è l’Arabia Saudita: sono i custodi della Mecca e il loro territorio è un po’ come il Vaticano. Più grande, sì, ma neanche tanto come si direbbe: buona parte è deserto. E non mi pare che ci sia una minoranza cristiana che senta la mancanza di chiese, tra i sauditi: giusto le basi americane, a occhio e croce, che comunque hanno un’autorizzazione apposita e si tengono i loro cappellani e le loro messe.
E, comunque, nessuno ha mai chiesto una moschea in Vaticano, non vorrei dire.

Ma contiene anche dei passaggi che non condivido. Ergere Calderoli a paladino della libertà di satira è stata una provocazione, un paradosso, e va bene. Ma in frangenti delicati trovo sia meglio dire le cose seccamente, senza sottili ironie. Le vignette sul giornale danese: secondo qualcuno sono state inopportune, secondo altri legittime, in nome della libertà di parola e di satira. Ci può stare tutto. Erano comunque "in contesto", su un giornale. Il loro rilancio sulla maglietta padana le ha fatte assurgere ad arma.

Una rosa è sempre una rosa, con qualsiasi nome.
Un martello è sempre un martello, ma se ci batti la testa di un uomo anzichè quella di un chiodo...
postato da: Janeway alle ore 04:15 | Link | commenti (1)
categoria:politica, satira, giornalismo, islam, razzismo, censura, eccedi
mercoledì, 22 febbraio 2006
beppe_grilloBeppe Grillo è uno dei più grossi esponenti del web italiano. In rete da non molto, detiene la palma di blog più visitato d'Italia (50.000 contatti al giorno), scala le classifiche mondiali del settore, ha creato tramite Meetup.com aggregazioni di lettori, fan, su base locale, che si ritrovano dal vivo e organizzano manifestazioni, petizioni; insomma... ci provano.

Comunque, non tutto quel che fa Grillo riceve pieni consensi... si prende le sue brave accuse di populismo, mistificazione, demagogia, come abbiamo letto in un post di qualche giorno fa.
Eppure, che non sia un fine dicitore è lapalissiano... diamine, è un comico, non un professore universitario.
Che non scriva il blog tutto da solo è evidente, visto che non poteva assorbire in un colpo, come un supereroe Marvel, i poteri di Paolo Attivissimo.
Che dica cose che a volte sembrano banali o risapute rafforza il bisogno che qualcuno le dica: pochi possono prendersi la briga di leggere Slashdot, dotcoma, Articolo21, Peacelink e altre decine di testate da cui trarre spunti, rivelazioni, tessere del malessere che pervade la società.

Grillo fornisce un quadro d'insieme, una lettura multisfaccettata, forse non sempre precisa, non sempre approfondita, non sempre condivisibile, ma preziosa per la diffusione dello spirito critico con cui leggere la realtà, più che per la mera diffusione delle notizie che da. Se pensate di poterne fare a meno, scaricate almeno la sua Settimana: vi prometto che non sarà una lettura piacevole.
postato da: Janeway alle ore 02:39 | Link | commenti (3)
categoria:blog, fumetti, beppe grillo, solidarizza
martedì, 21 febbraio 2006
anSentito pochi istanti fa, a Porta a porta: "Franceschini, non fare il provocatore, io sono più bravo, perchè sono fascista". Ignazio La Russa, il volto ridanciano del fascismo. Chissà se Gianfranco Fini gli tirerà le orecchie, adesso.
postato da: Janeway alle ore 01:33 | Link | commenti
categoria:politica